Laura B.
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Il teatro di Asparetto si trova nella piazza dell’omonima frazione ed è l’unico presente a Cerea.
L’edificio risale alle seconda metà del 1700 quando l’allora parroco don Lorenzo Carraro decise di costruire la canonica ed il teatro, adibito a scuola. Di proprietà comunale fino agli anni ’20, venne successivamente ceduto alla parrocchia. Tra il 1935 e il 1940 venne ristrutturato e modificato, realizzando al piano inferiore un palcoscenico e le decorazioni del boccascena.
Qui inizia l’attività teatrale, sotto la direzione dell’allora parroco don Francesco Tessari. Recitavano due compagnie teatrali: una composta da sole donne, rivolta ad un pubblico di sole donne; una composta da soli uomini, riservata ad un pubblico esclusivamente maschile. Nel piano superiore dell’edificio si trovava la scuola di catechismo e l’esposizione dei mobili realizzati ad Asparetto. Negli anni successivi divenne un luogo di ritrovo giovanile, con giochi di società e proiezioni cinematografiche, nonché sede di spettacoli e mostre.
Dopo l’esperienza con don Tessari, fino al 1974 nel teatro svolgerà la sua attività il C.T.C.A, cioè la Compagnia Teatrale Culturale Asparetto, che riuniva molti giovani del paese.
Le attività teatrali, però, si interrompono a causa dello stato dell’edificio, ormai fatiscente, ritornato di proprietà comunale. Più volte minacciato di demolizione, alla quale la popolazione si era sempre opposta, nel 1974 l’allora sindaco Giampaolo Brasioli decise di realizzare due aule al suo interno, per ospitare il gran numero di iscritti alla scuola elementare.
Pochi anni dopo, il teatro ritornò alla sua naturale funzione e venne fondato il nuovo gruppo teatrale “La Marantola”, il quale “inventò” l’animazione e il teatro di piazza, portando i suoi spettacoli alle varie festività, anche in altri paesi. Questo gruppo, inoltre, sarà il primo ad organizzare anche corsi di recitazione, mimo e tecniche teatrali.
Ma nel giro di pochi anni, l’edificio necessita di un urgente intervento di restauro. Anche in questo caso, di nuovo, si scorge lo spettro dell’abbattimento, nuovamente contrastato dalla popolazione. A metà degli anni ’80, su un nuovo progetto dell’architetto Angelo Grella di Cerea, iniziò il restauro dell’edificio, che verrà ultimato nel 1990. L’edificio ottiene l’agibilità nel 1994 e, nello stesso anno, viene fondata l’associazione “Teatro Aperto” che gestisce il teatro per conto del Comune.
L’associazione propone una programmazione alternativa, puntando su spettacoli di prosa e musica contemporanee, interessanti e di qualità, alle quali si aggiungono corsi di cinema, filosofia, fotografia e serate con autori. Negli anni il teatro si è guadagnato un pubblico di nicchia ed il pubblico viene anche da Verona e città vicine, come Mantova, per assistere agli spettacoli.
Il teatro ha 100 posti a sedere ed un’eccellente acustica, migliorata con l’ultimo restauro avvenuto un paio di anni fa. Sotto il palco si trovano dei piccoli camerini (una sala, un magazzino e un bagno), collegati al palco dalla scala antincendio esterna, la quale porta anche al soppalco. Il teatro è utilizzabile solo in inverno, poiché non è dotato di aria condizionata.
La sala al piano superiore, invece, è utilizzata come sala civica, sede del comitato di quartiere e viene utilizzata per i rinfreschi al termine degli spettacoli teatrali. E’ intitolata ad Angelina Piubelli Marchi, la levatrice che nel dopoguerra ha fatto nascere quasi tutti i bambini nella frazione.