L’olivo ottenuto da innesto cela un mestiere che si tramanda dalla fine dell’800

Olissea è andata a trovare le innestine del vivaio Spoolivi di Pescia (PT). Donne che conservano un lavoro artigianale che richiede precisione, manualità e fatica.

Sono due le tecniche di coltivazione dell’olivo: una è quella ottenuta per talea e l’altra per innesto. In occasione della festa dei lavoratori rendiamo omaggio alle poche persone rimaste che praticano ancora l’antico mestiere dell’innesto, raccontando – nel modo più seplice possibile – le tecniche agronomiche che stanno a capo dei loro abili gesti.

INNESTO

L’Olivo da talea richiede operazioni meno complicate di quelle necessarie per produrre piante tramite innesto, ma il punto debole è rappresentato dal fatto che non tutte le cultivar di

INNESTINE PESCIA

olivo si adattano a questo metodo di propagazione. Molte varietà infatti sono incapaci di radicare: nonostante i trattamenti con stimolatori, le talee non emettono radici o se le emettono non sono in quantità sufficiente per costituire un nuovo ed efficiente apparato radicale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *